Google e la (NON) privacy

Si può vivere senza Google? esploriamo le alternative agli strumenti che tutti noi usiamo quotidianamente e gratuitamente (in cambio della nostra privacy)

Perché usiamo tutti Google ? Perché già dai primi anni 2000, quando Google fece la sua comparsa nel già sovraffollato mondo dei motori di ricerca (Altavista, Yahoo & Co.), la sua tecnologia innovativa garantiva i migliori risultati di ricerca.

Perché usiamo tutti Gmail? Perché è gratis, funziona sempre e offre tanto spazio… Perché usiamo tutti Android (di Google)? Perché Apple costa troppo, perché preferisco Samsung, perché con un telefono da un centinaio di euro faccio le stesse cose di un iPhone da mille euro.

Tutto giusto, ma Google offre veramente tutto gratis? Sì, se consideriamo senza valore la nostra privacy. Tutto ciò che noi affidiamo a Google serve a Google per offrirci una “migliore esperienza di ricerca” (dicono loro); “profilarci come consumatori” (dico io).

Senza gridare al complotto, possiamo comunque iniziare a sperimentare qualche alternativa a Google e vivere ugualmente felici.

Io ad esempio uso, come motore di ricerca, DuckDuckGo. Risultati più limitati, quindi maggiori possibilità di trovare effettivamente quello che interessa; funzioni specifiche per chi programma o amministra server; possibilità di simulare ricerche nei vari paesi del mondo; zero (o quasi) pubblicità e soprattutto risultati di ricerca non profilati. In altre parole, i risultati di ricerca sono sempre gli stessi, non influenzati da ciò che stiamo guardando su YouTube, dalla posizione del GPS del nostro telefono Android o dall’ultima mail spedita tramite Gmail.

Altre alternative altrettanto rispettose della nostra privacy e assolutamente da provare:

Questi ultimi però, solo se si è disposti ad accontentarsi di meno spazio (un giga al massimo, contro i 15 di Gmail) e un indirizzo del tipo @tutanota.com o @protonmail.com che, ammetto, non è il massimo (però può farvi fare un figurone con gli addetti ai lavori e gli appassionati di crittografia).

Ai lettori la scelta: iniziando da duckduckgo.com, sperimentare nuovi servizi che, per il momento, sono innovativi e “diversi”, come lo fu Google nel momento della sua nascita.

Se qualcuno fosse interessato alla pagina di duckduckgo che ha ispirato questo articolo, la trovate qui